Far finta di essere sani

diceva Gaber ideale terza linea che univa in una sola fase di gioco la poesia, la sociologia e la musica. Ora, come suggerisce il testo, non è proprio il caso di fan finta di esser sani, o buoni, o giusti, o comprensivi o equilibrati. E’ questo il preciso momento di giocare a viso scoperto proponendo lealmente i punti da cui ripartire. Il comunicato LIAR, visibile di seguito rappresenta la migliore e più incisiva proposta per scardinare, ora come non mai, un potere consolidato e niente affatto benevolo con la base. Per niente, lo si è capito subito. Ed in attesa delle idi di agosto l’appello ad ogni arbitro italiano, libero e forte, è di prendere in mano davvero la propria storia. Forse siamo prossimi a conquistare la nostra simbolica Bastiglia  ma si percepisce, forte, lo spettro del più italico dei gattopardi …


Esimi colleghi oggi ci è stata “offerta” la possibilità di dare una spalla e un segnale diretto ed incisivo ai vertici federativi.

E’ per questo che la L.I.A.R. ascoltando il suo più ampio bacino di iscritti ha deciso di ribadire, come già fatto in un precedente comunicato (Un uomo solo al comando), e maggiormente rimarcare le richieste del movimento che rappresenta attraverso una lettera aperta al Presidente Innocenti:

Egregio Presidente,
il coordinatore del Comitato Laziale il 31 luglio scorso ha rassegnato le proprie dimissioni da ogni incarico. A seguito delle quali sono seguite le dimissioni dei capo-sezione, che hanno di fatto determinato l’azzeramento dei vertici tecnici arbitrali della regione. Non è stato un fulmine a ciel sereno e quanto è successo è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Come stiamo apprendendo in modo diffuso anche altre regioni si stanno muovendo in modi differenti per manifestare l’amarezza per un anno sportivo, appena concluso, determinato da una continua, costante mortificazione della figura arbitrale. Si sono evidenziate in questo anno delle oggettive difficoltà nello stabilire un confronto costruttivo con la dirigenza nazionale del settore, arenate sempre difronte ad una porta chiusa.
Il movimento arbitrale sta vivendo oggi una reale costernazione e un diffuso senso di smarrimento e disagio.
Presidente è l’ora di prendere una decisione netta, unica conseguenza per il fallimento di ogni tentativo di mediazione, confronto e dialogo messo in atto durante l’anno appena trascorso. Ad oggi, non vediamo all’orizzonte nessun compromesso che possa ricostruire un rapporto di fiducia e collaborazione con l’attuale CNAr. Per uscire da questo lungo momento “buio”, figlio di un metodo errato, non improntato al dialogo con il territorio, e per creare solide prospettive per il futuro, Le chiediamo:
1) Le dimissioni dell’attuale Presidente del CNAr e dei Consiglieri tutti.
2) Per il principio di trasparenza che deve muovere gli organi arbitrali, che i verbali delle riunioni del CNAr siano pubblici.
3) Per il principio di trasversalità, che ad una persona sia assegnato un solo ruolo in seno agli organi federali.
4) Che il CNAr sia un organo autonomo ed indipendente.
5) Che all’interno del Consiglio federale sia presente una rappresentanza del mondo arbitrale.
6) Che sia applicato il principio delle 4P (Philosophy, Process, People and Partners, Problem-Solving) agli obbiettivi che ogni anno devono essere collegialmente decisi, rispetto ad un grado generale (nazionale), regionale e di percorso di crescita alla pari per ogni arbitro al fine di non frustrare il percorso di nessuno.

In linea generale abbiamo deciso di tesserarci perché non pensiamo che il non-tesseramento possa essere un tipo di protesta efficace ed anche perché la lotta leale occorre farla dall’interno del sistema, sebbene abbiamo lasciato ai nostri tesserati ampia libertà di scelta in merito.
Cordialità

Segreteria L.I.A.R.