Stringiamo la cinghia-Il caro vita colpisce sempre piu’ la classe arbitrale

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Alla c.a. del Dott. Marzio Innocenti
Presidente Federazione Italiana Rugby – FIR
Federazione Italiana Rugby
Stadio Olimpico – Curva Nord-Foro Italico
00135 – Roma
e.p.c.
Alla c.a. del Dott. Claudio Giacomel
Presidente Commissione Nazionale Arbitri – C.N.Ar.

Roma, 25/02/2022

Egregio Presidente Innocenti,
in qualità di Presidente Protempore della Federazione Italia Rugby,
Egregio Presidente Giacomel,
in qualità di Presidente Protempore della Commissione Nazionale Arbitri,


il 2022, come i due anni precedenti caratterizzati dal boom pandemico, sta segnando un lento ma inesorabile aumento del costo della vita, principalmente dei beni primari e delle materie di uso quotidiano per la gestione delle attività quali gas, energia elettrica e carburante, a questo, recentemente, si è unita la crisi Ucraina, tutto ciò sta contribuendo a un generale rincaro della vita.
Non ci sarebbe bisogno di ricordarlo, ma tutti noi stiamo ancora vivendo le limitazioni e le conseguenze dovute alla pandemia e si può tranquillamente sostenere che il coronavirus ha segnato l’economia Italiana, perlomeno quella di molti. Secondo l’ISTAT (Istituto nazionale di statistica) il Covid ha causato un crollo del Pil pari all’8,8 per cento (la media dell’Unione europea è del -6,2 per cento).
Molte aziende hanno chiuso, altre hanno ridotto la produzione, altre ancora hanno alternato fasi di apertura a fasi di chiusura, questo per poter comunque garantire una certa continuità economica.
In questo periodo storico così instabile ed incerto le famiglie hanno risparmiato o sono state obbligate dalla crisi economica a ridurre le loro spese, anche e soprattutto per un ingiustificato, spesso, rialzo dei prezzi; tornando nel nostro ambito, molti nostri colleghi hanno dovuto guardare in faccia la realtà, dovendo decidere di sospendere (o addirittura terminare) il proprio rapporto con la Federazione e il C.N.Ar. per una necessità privata legata al lavoro e alla famiglia, dovuta principalmente all’incertezza economica, creando così un Drop-Out della categoria di livelli mai visti, e i numeri purtroppo sono sotto gli occhi di tutti e parlano da sé, come da nostra recente indagine sul settore arbitrale che vi invitiamo a leggere.
Il vuoto maggiore è come sempre a livello regionale, che ha dovuto fare i conti con una diminuzione delle
partite per rinuncia da parte di molte società che oggettivamente fanno fatica a reperire i numeri di 2-3 anni fa o a sostenere i costi del carburante e delle spese vive, quali ad esempio le utenze. Non dimentichiamoci il fatto che ogni collega, nel fine settimana impiega circa 2 ore del suo tempo per redigere il referto ed inviarlo al CR di competenza o al C.O. in caso di campionato nazionale, usufruendo di tempo e mezzi propri che nessuno ha mai riconosciuto. Quello che ne consegue è che vengono meno i concetti di appartenenza ad una Sezione e di capillarità sul territorio, che permettevano un maggiore raggio di azione da parte di un Allievo Arbitro o di un Arbitro Regionale, inoltre questo permetteva ai vari designatori regionali di poter attingere ad una ampia rosa di fischietti, sebbene il regime forfettario in uso non permetta poi troppa libertà di azione nelle zone “periferiche”, se non con qualche buona forzatura, ma questo sarà altro argomento di dibattito.
Nel recente passato, sempre a causa degli aumenti avvenuti nella prima parte dello scorso decennio, i Vostri predecessori, sebbene fosse ancora in uso la tabella di rimborsi non forfettaria, avevano deciso di variare in melius il rimborso chilometrico passando da 0.24 a 0.30 cent/km, che per molti ha rappresentato una boccata di ossigeno seppur marginale, anche perché ogni vostro e nostro ragionamento deve partire da chi costituisce e rappresenta la base su cui poggia il movimento arbitrale e senza il quale non vi sarebbe alcun movimento e cioè la base, gli allievi arbitri, gli arbitri regionali e i tutor.
Pertanto con la presente siamo a chiedervi di valutare, alla luce di quanto sopra esposto, la necessità di attualizzare i rimborsi al caro vita, sull’analisi della proiezione annuale fatta dall’ISTAT, questo per garantire a chi scende in campo la possibilità di sentirsi parte di una “comunità” e non solo una toppa o peggio a servizio di un’entità che si distacca dalle problematiche di chi ogni domenica la rappresenta in campo, con sempre più situazioni contro che benefici.
Certi di una vostra comprensione e sensibilità del tema trattato, rimaniamo come Associazione a disposizione per una collaborazione positiva per l’intera categoria.

Il Presidente

Lega Italiana Arbitri di Rugby-APS