Quando un Collega Arbitro lascia, perdiamo tutti: una risposta dovuta

Di seguito riportiamo la risposta a seguito del post, raggiungibile al seguente link:

https://www.facebook.com/groups/386689183987119/permalink/720652447257456

Caro C.P. ,

abbiamo letto la tua testimonianza con grande dispiacere e con la consapevolezza che le tue parole descrivono una realtà che, purtroppo, conosciamo fin troppo bene.

Come Associazione abbiamo più volte denunciato criticità molto simili a quelle che riporti: dal tema delle designazioni poco chiare, ai carichi di lavoro insostenibili, dai rimborsi non adeguati ai percorsi di crescita che faticano a premiare merito e impegno. Lo abbiamo fatto con trasparenza, con confronto interno e pubblico, e continueremo a farlo proprio perché crediamo che solo un cambiamento reale e totale possa restituire dignità alla nostra categoria, non le solite “manovre di facciata” che ci dobbiamo sciroppare ogni volta per poi non riscontrare alcun cambiamento.

Siamo profondamente dispiaciuti per la tua scelta di lasciare l’attività arbitrale, ma comprendiamo perfettamente le ragioni che ti hanno portato a questa decisione. Ogni volta che un arbitro motivato, preparato e appassionato decide di fare un passo indietro, tutto il movimento perde qualcosa di PREZIOSO.

In una cultura (sportiva) ideale, la tua scelta di abbandonare -qualsiasi scelta di abbandonare- dovrebbe essere vissuta da parte della CNA come una SCONFITTA, un problema da ANALIZZARE e porre RIMEDIO. Questo però non avviene, perché tutte le governance (a tutto tondo, non solo a livello di CNA o Federazione), non considerano più l’individuo come elemento FONDAMENTALE del movimento -la famosa “BASE“, ricordate?- ma solo come un numero, una casella, che in sua assenza può essere rimpiazzata da un altra casella, noncuranti del vuoto tecnico e di esperienza che si va a creare. Alla faccia della MERITOCRAZIA!

Ti ringraziamo per aver condiviso la tua esperienza con così tanta sincerità e per aver ricordato l’esempio di colleghi come Nicola Paragona, che con dedizione provano ogni giorno a tenere alto il VALORE dell’arbitraggio.

La tua voce non cade nel VUOTO: conferma ciò che abbiamo sostenuto e ciò per cui continuiamo a lavorare. Speriamo che il tuo gesto contribuisca davvero ad accendere un confronto serio e costruttivo, perché il rugby – e chi lo fa vivere ogni weekend – merita rispetto, ascolto e condizioni più giuste.

Rimaniamo disponibili al DIALOGO, sempre e comunque. Se vorrai approfondire, confrontarti o semplicemente farci arrivare un tuo pensiero, puoi trovare tutti i nostri contatti direttamente sul nostro sito. Le porte restano aperte: il confronto, anche quando è scomodo, è l’unica strada per provare a cambiare DAVVERO le cose.

Con stima e rammarico,

Lega Italiana Arbitri di Rugby-APS

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